
Una delle prime iniziative globali a tenere conto dei cambiamenti in atto nei mercati del lavoro artistico è stata la Raccomandazione sullo Status degli Artisti firmata nel 1980 da vari Paesi del mondo alla Conferenza Generale dell’UNESCO a Belgrado. La Raccomandazione dava “una definizione generale dell’artista e specificava le condizioni in cui gli artisti possono esistere in qualità di lavoratori creativi”.
Da allora, pochissimi Paesi hanno recepito queste proposte nelle proprie leggi nazionali, regionali o locali, in parte a causa della mancanza di definizioni operative riferite direttamente alle diverse strutture sociali, fiscali e delle politiche culturali esistenti nelle varie nazioni. Il mancato recepimento di queste proposte può anche essere il risultato dei profondi cambiamenti in atto nelle pratiche lavorative degli artisti, in parte favoriti dalle nuove tecnologie di comunicazione e dalla nascita delle “industrie della cultura” o “industrie creative”, che operano in gran parte al di fuori dell’influenza dei governi (cfr. la sezione “Ricerca in primo piano”).
Le risorse per la ricerca presentate in questa raccolta descrivono, discutono e monitorizzano le strutture giuridiche che influiscono sullo status professionale, economico e sociale degli artisti in Europa. Alcuni studi propongono delle riforme che potrebbero essere attuate nell’ambito delle attività di armonizzazione dell’UE. Altri, invece, esortano i responsabili della definizione delle politiche a prendere in considerazione le questioni relative alla mobilità degli artisti, che è notevolmente aumentata nello “Spazio Culturale Europeo”.
Un’altra tematica al centro dei dibattiti è quella dei diritti di proprietà intellettuale e dei diritti d’autore. Questa raccolta di risorse presenta tre diverse prospettive:
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