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Come trasformare problemi globali in visioni artistiche



La Danimarca ha ospitato una serie di mostre e progetti sul cambiamento climatico durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico tenutasi nel 2009 (COP15) [1] .La conferenza e gli eventi ad essa collegati si sono interrogati sul ruolo che l’arte può avere nel contribuire alla risoluzione dei problemi globali, quali il cambiamento climatico, chiedendosi inoltre se fosse opportuno o meno per gli artisti occuparsi di questioni così complesse e gravi. Secondo alcuni ricercatori, se l’arte si occupasse dei problemi globali, quali il cambiamento climatico, diventerebbe “strumentalizzata”, ”ideologizzata” e si correrebbe persino il rischio di diluire dibattiti politici seri.

Secondo una visione più ottimistica, l’arte contemporanea ha una capacità speciale di vedere il mondo in maniera diversa, cioè più provocatoria, più illuminante e più profonda. Gli artisti hanno dei sensori che altre persone e persino gli esperti non hanno ed ecco perché il loro coinvolgimento nei problemi globali è di importanza cruciale.

CO2 cubes: visualizing a ton of change

Altri sostengono che la capacità dell’arte contemporanea di mettere in discussione e provocare immagini radicate di se stessi e del mondo sia un prerequisito per avere discussioni sane e per scoprire nuovi modi di vedere il mondo. “Secondo me gli artisti stanno affrontando le tematiche ambientali, quali il cambiamento climatico e la sostenibilità, nonché i molteplici motivi che stanno dietro al cambiamento climatico,” ostiene un’altra delle intervistate per la nostra “Ricerca in primo piano”, la curatrice indipendente Michaela Crimmin. “Comunque potrebbero essere incoraggiati e ascoltati maggiormente e inclusi di più nei dibattiti interdisciplinari sul futuro. È probabile che l’arte migliore sia quella non didattica, vale a dire quell’arte che suscita le nostre reazioni piuttosto che dirci cosa fare.

Per ulteriori dettagli, leggi l'intervista completa a Michaela Crimmin.

Gli artisti utilizzano strategie e strumenti diversi per trasmettere al pubblico l’importanza del cambiamento climatico. Alcuni tentano di coinvolgere professionisti e cittadini in progetti sostenibili nei loro quartieri, trovando così una soluzione a un problema ambientale concreto. Altri artisti e organizzazioni artistiche preferiscono promuovere dibattiti pubblici, responsabilizzando le persone affinché spingano per una decisione sociale o politica più ampia sulla questione (es. The Planetary Pledge Pyramid, sviluppata da The People Speak in collaborazione con l’Università di Aarhus, in Danimarca).

Un altro approccio prevede l’interpretazione artistica dei dati scientifici e delle statistiche riguardanti il cambiamento climatico, nonché l’uso delle conoscenze e delle informazioni comuni sul surriscaldamento globale, presentate in modo creativo e accessibile per il pubblico, in modo tale da dare alla questione maggiore visibilità (es. il progetto The Most Blue Skies project di Lise Autogena e Joshua Portway). Vi sono inoltre esempi di installazioni artistiche che utilizzano attrezzature sensibili che attraggono l’attenzione sui cambiamenti ambientali in atto nei dintorni ed interpretano i risultati in maniera creativa.

Quando si osservano i diversi approcci che utilizzano l’arte per legare i problemi globali a diverse località, è importante considerare l’opera d’arte stessa, il modo in cui viene presentata al pubblico e il coinvolgimento interattivo che ne deriva. Julie’s Bicycle e TippingPoint forniscono numerosi esempi di approcci di questo tipo, che prevedono la collaborazione tra arte e pubblico.

[1] Per i progetti lanciati in occasione della conferenza COP15 di Copenhagen vedi: http://www.good.is/post/creative-acts-that-mattered-at-cop15


Risultati della ricerca: una risposta collettiva


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