
Se gli imprenditori sociali sono mossi non dal denaro ma dal contenuto, dalla propensione al rischio, dal desiderio di realizzare idee innovative e portare a termine missioni sociali, allora gli artisti potrebbero essere considerati una sorta di imprenditori sociali? Pittori, attori, musicisti, scrittori e tutti gli altri professionisti del settore culturale guardano sempre al di là dell’usuale, creano e agiscono, sfruttano la propria immaginazione per creare qualcosa di nuovo. È importante sottolineare che sono imprenditori coloro che non solo inventano e realizzano un’idea innovativa, ma che la portano a termine con successo dal punto di vista economico, considerandone la fattibilità sul mercato e l’impatto finanziario positivo sui membri della comunità.
Immagine: Young players at Ladywood Games,di Social Enterprise Coalition
I modelli di imprenditoria sociale che si basano su attività e progetti culturali e artistici sono poco esplorati non solo in Europa, ma a livello globale. Esiste ancora una nicchia in cui trovare opportunità nascoste, per esempio in tutte le aree in cui diverse discipline si incontrano: arte e tecnologia, affari e cultura, media e affari. Questi incroci potrebbero portare ricercatori, manager culturali e responsabili dei processi decisionali a nuove fonti, nuove idee imprenditoriali e nuovi modi di costruire un’infrastruttura a supporto delle iniziative imprenditoriali nell’ambito della cultura e della società civile. Gli esempi di imprenditoria sociale a livello globale dimostrano che è possibile dirigere un’azienda con successo e, al tempo stesso, influire sul bene comune. I ricercatori culturali, i manager del settore artistico e gli artisti, forti del potere dato dalle nuove tecnologie e dall’innovazione tecnica del XXI secolo e inseriti in società culturalmente diversificate, hanno ancora molte domande chiave a cui rispondere, tra cui:
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