Gennaio 2009
Helmut Anheier
In uno scenario in cui i problemi sono sempre più numerosi, c’è ancora molto da poter fare. Ecco sei opzioni a breve termine:
- Rivedere i valori alla base della propria organizzazione. Se i valori sono le fondamenta della propria missione, si deve rinvigorire il loro significato e fare in modo che contino davvero, basando tutte le proprie decisioni sui valori stessi piuttosto che sul mero razionale economico; se i valori sono meno centrali, la sostenibilità economica deve diventare una priorità.
- Consolidare le risorse, concentrandole sui programmi che si rivelano cruciali per la missione e maggiormente in grado di attrarre risorse, e tagliare le attività che sono meno cruciali per la missione e sono meno in grado di attrarre risorse. Allineare di conseguenza gli attori e formare le coalizioni giuste.
- Cooperare solo sui programmi che si rivelano fondamentali per la missione e prendere in considerazione modelli di fusione e di franchising.
- Effettuare finanziamenti incrociati solo se i programmi meno fondamentali per la missione dimostrano di essere veramente in grado di generare reddito. Ridistribuire le risorse e le riserve di conseguenza, disinvestendo i programmi di finanziamento incrociato.
- Ripartire il rischio sulle varie fonti di reddito, evitando di dipendere dai governi, dai donatori, ecc. e diversificando le proprie fonti di reddito da lavoro (quote associative progressive in base al reddito, prezzi superiori ai costi marginali, uso delle proprie risorse, finanziamento incrociato, ecc.).
- Lanciare una campagna informativa attiva sui propri programmi e sul modo in cui si cerca di realizzarli. In caso di riorganizzazioni a breve termine, se si vuole che siano legittime e di successo, è importante adottare un atteggiamento trasparente nei confronti di tutti gli attori e fare in modo che l'opinione pubblica prenda coscienza dei cambiamenti in atto.
Domande difficili da porsi per sopravvivere a lungo termine
Molte organizzazioni non-profit diventeranno più piccole e più snelle e saranno plasmate dalle reazioni a breve termine alla crisi per garantire l’operatività. Potrebbero però non essere ancora delle organizzazioni non-profit forgiate in risposta a un ambiente ormai cambiato e tenendo conto della sostenibilità a lungo termine. Di conseguenza, queste organizzazioni possono impegnarsi nella pianificazione strategica e nella concezione della propria visione ponendosi delle domande difficili sulla propria esistenza, sul proprio funzionamento e sull'impatto che hanno. Ecco alcune opzioni:
- Specializzare oppure generalizzare i propri programmi, target, campi d'azione, ecc.
- Prendere in considerazione la possibilità di operare su una scala che sia adeguata sia alla propria missione sia alle proprie risorse.
- Costruire partnership e reti nell’ambito delle economie di scala.
- Esplorare modelli ”multi sede” e di franchising per le economie di scala.
- Coinvolgere maggiormente i propri membri e utenti attivando la propria base di valore, in modo tale da ridurre i costi e creare scorte.
- Rafforzare le campagne di lobbismo e di sostegno alla propria causa; far sentire la propria voce ed esprimere le proprie preoccupazioni; chiedere finanziamenti governativi quando lo si ritiene opportuno.
Indice
- Come farà il settore culturale a sopravvivere alla crisi finanziaria?
- Come sta rispondendo alla crisi il settore artistico e culturale?
- Che cosa dovrebbero fare le organizzazioni non-profit per essere all’altezza delle nuove sfide?
- Sei consigli per sopravvivere alla crisi
- Prepararsi per il futuro
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