
Manja Ristić è una violinista professionista, produttrice di musica elettronica, scrittrice di racconti, poetessa, regista di video e manager artistica e culturale. È un membro attivo di vari ensemble musicali e si è esibita in tutta Europa. Ha fondato e dirige l'Associazione di Artisti Multimediali AUROPOLIS.
Questi video sono stati realizzati per offrire una visione d’insieme delle comunità locali, delle tendenze culturali e della realtà quotidiana della regione adriatica meridionale durante l’estate, che in generale è il periodo più attivo dell’anno. In termini di dinamiche, la differenza tra una stagione e l’altra risulterebbe forse evidente solo con un’edizione invernale di questi punti di vista, che potrebbe mostrare chiaramente le diverse potenzialità esistenti per l’attivismo culturale.
Qui mi sono concentrata sulle zone della Croazia che negli ultimi dieci/quindici anni di espansione del “turismo di massa” hanno attratto i visitatori con il loro immenso patrimonio storico e naturale. La mia intenzione è quindi quella di dimostrare che c’è veramente bisogno di attività culturali e artistiche indipendenti nella regione. In un certo senso, intendo anche presentare lo stato dell’arte e della cultura in questa parte della regione adriatica che è così piena di varietà e di colori.
Dietro le quinte possiamo vedere le difficoltà e l’incertezza degli artisti e degli attivisti culturali che si dedicano alla produzione di programmi, eventi e di una gran varietà di progetti creativi individuali. È importante approfondire gli ostacoli incontrati dai nostri colleghi se vogliamo avere una migliore percezione e comprensione dei luoghi “periferici” della regione. Data la loro identità particolare, questi luoghi costituiscono il patrimonio culturale comune dell’intera Europa.
Posti come Spalato, Korčula e Dubrovnik sono molto densi e ricchi dal punto di vista storico, ma nell’ambito della libera cultura contemporanea si sentono abbastanza persi. Queste località meritano quindi un’attenzione seria, sia nella ricerca di valori e radici comuni sia nell’esplorazione della cultura contemporanea.
Il potenziale umano non è affatto un problema, visto che la curiosità culturale è profondamente radicata nella mentalità della regione. Tuttavia, gli ostacoli incontrati nel superamento della storia recente e nella lotta per la trasparenza culturale nelle aree decentrate dimostrano chiaramente la mancanza di politiche per uno sviluppo culturale e sociale sostenibile in questa parte del mondo.
Esiste ancora un divario enorme tra le politiche culturali croate e le vere esigenze culturali del Paese. In questo contesto, la maggior parte degli artisti e degli attivisti esposti dipende dall’atteggiamento delle autorità locali nei confronti della cultura commerciale/turistica e dai loro rapporti con le strutture del governo centrale.
L’esclusiva intervista con Petar Milat, uno dei fondatori dell’Istituto Multimediale di Zagabria (divenuto in seguito l’affermato centro culturale Club MAMA), ci offre una panoramica chiara e approfondita della lotta combattuta negli ultimi dieci anni a favore della costruzione di piattaforme culturali libere, programmi, moduli e politiche culturali. Come dice Petar, solo seguendo l’ideologia della cultura libera le attività si sono evolute in iniziative volte a cambiare e riformare le strutture governative, diventando involontariamente un fattore politico. Questo è un esempio perfetto di dinamica, dato il processo (tuttora in corso) di grandi cambiamenti politici e strutturali in una delle più grandi repubbliche della ex Iugoslavia. È ovvio che la consapevolezza da parte della società civile e degli attivisti culturali è molto più progressiva e funzionale delle politiche governative.
I punti di vista sull’Euroregione Adriatica offerti nei video sono una descrizione creativa e dinamica dell’atmosfera che regna nella regione, certamente più aperta allo scambio culturale internazionale di quanto non fosse qualche anno fa.
Ciò che possiamo fare oggi è sostenere le collaborazioni internazionali con questi centri e questi attivisti, realizzando programmi o progetti con loro, visto che le strutture di produzione sono ormai sviluppate a tutti gli effetti. In questi video è possibile vedere le potenzialità di collaborazione.
Manja Ristić, ottobre 2008
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